La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
L'Assicurazione obbligatoria per danni catastrofali non è una tassa sul patrimonio!
03/Dicembre/2018
Attualità economiche sociali

Tutte gli eventi di tipo catastrofale, scaturite dal cambiamento climatico o dall'errore dell'uomo, gravano sulle casse dello Stato, impegnato, in prima istanza, ad affrontare l'emergenza abitativa ed il sostentamento dei rifugiati e, in secondo luogo, nel farsi carico della pulizia e della ricostruzione dei luoghi colpiti dall'evento catastrofale.

Dal 21 al 23 novembre, si è tenuta la settima edizione del "Forum europeo per la riduzione del rischio disastri", organizzato dal Governo, dalla Protezione Civile e dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi catastrofali, con 800 partecipanti e 56 nazioni coinvolte.

La connessione fra i cambiamenti climatici, i costi dello Stato per riparare i danni da esso causati, con il ruolo sempre meno defilato delle assicurazioni, è tema ormai centrale nelle agende dei vari Governi occidentali.

Per fare un esempio tutto italiano: le alluvioni del 30 ottobre 2018, costate la vita a 12 persone, spazzando via, fra l'altro, vari porti fra cui quello di Rapallo, hanno causato danni superiori ai 2 miliardi di euro. A questa somma - senza voler aggiungere le centinaia di incendi, frane e alluvioni succedutesi durante il corso dell'anno - possiamo citare - seppur causato dall'uomo –  il crollo del Ponte Morandi, a Genova.

Lo Stato, per far fronte alle tragedie degli ultimi anni, ha avuto un esborso  difficilmente calcolabile che, secondo alcuni studi, sembra oscillare fra i 4 e i 5 miliardi di euro annui.

Il problema è antico e delicato da affrontare, seppur inizi ad essere una questione pressante, alla quale dover porre rimedio in fretta.03

Il Premier Conte ha garantito qualche centinaio di milioni - ancora non ben precisati – per il dissesto idrogeologico, ma fra l'ideazione di un piano complesso e la sua attuazione, in mezzo c'è un quadro variegato di situazioni, figlie di errori del passato, al quale nemmeno il mercato rischia di riuscire a porre rimedio.

Al di là di una battaglia che nessuna parte politica vorrà mai sostenere apertamente, il problema di assicurare una casa in Italia sembra di difficile soluzione. Si è calcolato che il 78% delle abitazioni italiane è esposta a elevato rischio sismico o alluvionale, con circa 3 milioni di famiglie che abitano case fuori da ogni regolamento edilizio, rendendo dunque impossibile la stipula di un contratto.

C'è poi un fatto culturale da affrontare, se si pensa che a fronte di un numero già scarso di assicurazioni sulla casa, in Italia, solo l'1,3% di queste paga un'estensione per il rischio alluvioni.

Il database Sigma di Swiss Re, che censisce le calamità naturali e quelle causate dall'uomo (crolli, attentati etc.), ha calcolato che a livello globale, durante il 2017, il 95% dei sinistri catastrofali sono rimandabili a fenomeni naturali. Di conseguenza,le assicurazioni stanno cercando di stipulare polizze ad hoc ed hanno aumentato gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili e nelle aziende sostenibili, avendo compreso che, al di là degli sforzi e delle particolarità del singolo Stato, il cambiamento climatico è il nemico numero uno sulla strada dello sviluppo, in particolare per il loro mercato.

La svolta di questa situazione si potrebbe avere attraverso un sistema di assicurazione obbligatoria, tipo auto, per coprire i danni conseguenti da catastrofi naturali.E' puerile l'osservazione fatta dalla classe politica e, cioè, che un tale orientamento rappresenterebbe l'ennesima imposta sul patrimonio immobiliare. E' puerile in quanto dalla stessa politica non vengono messe sotto osservazione le costanti e silenti tasse già presenti, oltre gli aumenti fiscali che comunque ci sono, su base territoriale.

Una polizza d'assicurazione obbligatoria, comporterebbe, è ovvio, il costo di un premio contenuto. Al tempo stesso, lo stato sarebbe aiutato in una mappatura delle case, con l'indicazione dei rischi collegati alla loro situazione di fatto.

 

 

 

 

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.