La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
CONTE E FRATE INDOVINO : SARA' ANCORA UN ANNO BELLISSIMO?
04/Aprile/2019
Politica Economica

Commissione Europea; Banca D'Italia; Istat; Confindustria; Coface; Confcommercio; Confartigianato; OCSE.

Gli enti e le istituzioni sopra citate avevano avvertito, nel corso degli ultimi mesi, il rischio della crescita zero e della recessione tecnica in atto. Otto indizi potevano fare una prova? Probabilmente, ma non per il Governo gialloverdeguidato dal Premier Conte, il quale ha continuato, nonostante tutto, ad andare avanti per la propria strada.

A gennaio, Conte aveva previsto "un anno bellissimo per l'Italia". Davanti ai numeri certificati anche dall'OCSE, però, è stato costretto a correggere il tiro una volta per tutte, affermando che un rallentamento era previsto, anche se non spaventa.

Tali dichiarazioni non possono che rassicurarci, facendo leva sulla certezza di un esecutivo che, immaginato un rallentamento tanto deciso, avrà sicuramente preso delle assicurazioni, di tipo contabile, nel caso di sforamento dei parametri concordati con Bruxelles. 

"Lavoriamo nell'interesse degli italiani" è lo slogan con cui l'esecutivo si rivolge spesso all'opinione pubblica, assicurando sonni tranquilli e fiducia nel futuro. 

"L'assicurazione siete voi", è invece il messaggio che presto arriverà agli italiani, direttamente da Bruxelles, tenendo da conto l'enorme ricchezza privata delle famiglie, che può spingere verso una patrimoniale, oltre ad un aumento dell'IVA, presentato a garanzia di eventuali errori di calcolo nelle generose prospettive di crescita per il biennio 2019/2020.


Ribadiamo ancora una volta, che, a fronte di una politica espansiva, giusta e coraggiosa, il Governo ha probabilmente 
– e i numeri fin qui ci danno purtroppo ragione - sbagliato modalità di attuazione: in sostanza, non è stata data priorità agli investimenti, bensì alla domanda e al welfare, ponendo in essere le onerose riforme della quota 100 e del reddito di cittadinanza.

Mentre si continua a discutere di pannolini, fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa dei giovani, estensione del reddito di cittadinanza ai residenti all'estero etc., cupi segnali sull'economia italiana si accumulano e sono diffusi dagli studi statistici, nazionali e non

Le elezioni europee incombono, e allora non è difficile sostituirsi al Premier Conte nel ruolo di profeta: Lega e M5S si rincorreranno, con varie promesse, attuando qualcosa che generi facile consenso, per poi attendere gli esiti delle urne.

Successivamente, però, è anche facile prevedere una lente d'ingrandimento dei mercati su un'Italia sempre più in difficoltà, con conseguente aumento dello spread del debito pubblico.

Come detto dall'ex Ministro dell'Economia Padoan, l'attuale esecutivo non sa come uscire da questa morsa e qualsiasi Governo arriverà nel prossimo futuro, magari uno di tipo tecnico, si troverà costretto nel medesimo cul de sac, con l'aggravante di una crescita zero di cui non sarà stato responsabile, la scure dello spread e del debito pubblico.

A questo punto c'è solo da augurarsi un miracolo o una svolta politica, tipo Governo tecnico, che possa ridare fiducia ai mercati, prima di ricordare il 2019 come "un anno orribile per l'Italia".