La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
La Giornata parlamentare del 9 aprile 2020
09/Aprile/2020
Politica

Nessun accordo all'Eurogruppo. Conte: l'Europa batta un colpo

Sedici ore di discussioni, diverse interruzioni e alla fine nessun accordo. L'Eurogruppo, cui due settimane fa i leader europei avevano affidato il compito di studiare un pacchetto di misure per far fronte alla crisi del coronavirus, si è concluso con un nulla di fatto e un rinvio a oggi pomeriggio. I nodi a Bruxelles non si sciolgono: i Ministri europei delle Finanze non riescono a trarre conclusioni su nessuno dei quattro strumenti chiave per resistere all'impatto economico dell'emergenza (Mes, Bei, Sure e fondo di solidarietà) e le posizioni restano divergenti. A mettere fine all'incontro notturno sono stati gli impegni nazionali dei Ministri, le cui posizioni restano legate alla bandiera: così, se la Francia cerca appoggio per lanciare un fondo di solidarietà, Germania Olanda chiudono la porta agli Eurobond. Dall'Italia arriva il monito del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Se vogliamo preservare la nostra casa comune, è il momento di ragionare come una squadra". Poi rimarca: "La delusione non è mia, non del primo ministro Giuseppe Conte, ma di tutti i cittadini. Sono convinto anche dei cittadini tedeschi, che non hanno alcun vantaggio dal fatto che l'Europa in questo momento non riesca a calibrare, a varare, ad adottare una reazione forte, solida e comune. È nell'interesse reciproco che l'Europa batta un colpo, altrimenti dobbiamo abbandonare il sogno europeo e dire che ognuno fa per sé".

Alla fine della lunga nottata, un accordo non è ancora vicino. Le discussioni iniziano con il punto sul quale c'è più intesa, ovvero il fondo da 25 miliardi di euro garantito dalla Bei a sostegno delle imprese. I Ministri Ue si chiedono però quali dovranno essere le imprese verso cui indirizzare i 200 miliardi di liquidità aggiuntiva e il timore è che senza regole gli ambiti di competenza possano essere sforati. Stesso dubbio per SURE, il programma dell'Ue di contrasto alla perdita di posti di lavoro provocata dal lockdown del coronavirus: alcuni Ministri chiedono di allargare l'ambito di questo strumento ad altri aspetti non strettamente legati alla disoccupazione. Le distanze più significative riguardano il Meccanismo europeo di stabilità; diversi Stati sono preoccupati dalla condizionalità del Mes: l'Olanda sostiene che l'uso del Mes senza condizioni deve essere consentito solo per far fronte alle spese sanitarie e il Ministro delle Finanze Wopke Hoekstra punta i piedi anche sulla proposta lanciata per primo dal premier Conte di promuovere i cosiddetti Eurobond.  

Al termine dell'incontro, il Ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire invita a trovare un accordo entro 24 ore; durante i negoziati la Francia ha spinto per la mediazione e per la creazione, in particolare, di un fondo temporaneo di solidarietà che prevede titoli di debito comuni, i cosiddetti recovery bond, sottolineando il ruolo dell'asse franco-tedesco: "Insieme al mio collega Scholz faremo tutto quello che è in nostro potere per raggiungere un'intesa", assicura Le Maire, ribadendo che Francia e Germania hanno mantenuto la stessa posizione "durante tutti i negoziati". Le differenze restano significative e le discussioni dei leader Ue rimangono aperte. Dall'Italia Giuseppe Conte invita l'Unione europea a essere "all'altezza del suo ruolo per affrontare la sfida che ha di fronte in questa fase". Per farlo, sottolinea Conte, "è chiamata a compiere un deciso cambio di passo dal punto di vista politico e sociale". Questo è il momento "per chi ha veramente a cuore l'Unione europea, per chi crede in un'Europa unita, forte e solidale e all'altezza della sua storia e della sua civiltà di compiere passi risoluti, sostenendo e promuovendo tutti i mezzi per la ricostruzione e la rinascita". Anche il ministro dell'Economia italiano Roberto Gualtieri invita l'Europa a ritrovarsi in questo momento di "responsabilità comune, di solidarietà e di scelte coraggiose".  

Le opposizioni deluse voteranno contro il decreto Cura Italia

Sul decreto Cura Italia è forte la delusione di LegaFratelli d'Italia e Forza Italia, che annunciano voto contrario. "Il coinvolgimento delle opposizioni non c'è stato", si è lamentato il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo nel suo intervento in Aula al Senato. "Collaborare significa condividere non informare soltanto, una cabina di regia chiede decisamente dell'altro"; e ha continuato: "Siamo totalmente insoddisfatti. Ci avete criticato per la frase dei pieni poteri ma di fatto, i pieni poteri se li è presi il premier Conte". Anche Forza Italia si dice insoddisfatta. Durante la seduta notturna della commissione Bilancio di Palazzo Madama, tra le proposte dell'opposizione, sono state approvati l'emendamento della Lega sui volontari della Protezione civile, che potranno restare in servizio fino a 180 giorni consecutivi, e quello di FdI che sospende di un anno i termini sull'imposta di registro per la prima casa ai fini del riconoscimento del credito d'imposta. Di FI sono passate l'integrazione di 253 unità del contingente delle Forze armate impegnate nell'operazione strade sicure, per 90 giorni, e l'inserimento della provincia di Brescia tra quelle per le quali il decreto prevede l'applicazione agli esercenti di attività d'impresa, arte o professione, della sospensione dei versamenti dell'Iva. 

Fonte: NOMOS