La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
La giornata parlamentare del 28 novembre 2019
28/Novembre/2019
Politica

L'Europarlamento approva Commissione Von der Leyen

La nuova Commissione europea guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen ha superato brillantemente la prova dell'Europarlamento: un sostegno ampio è stato espresso in suo favore, eliminando così l'ultimo ostacolo all'insediamento il 1° dicembre per iniziare il mandato quinquennale. La squadra della prima donna a presiedere l'esecutivo europeo, il più proteso verso la parità di genere della storia, ha ottenuto l'assenso di 461 eurodeputati, alla fine di un percorso accidentato dopo la designazione a giugno da parte dei Capi di stato e di governo. A sostenerla anche parte del Movimento 5 Stelle, che sulla ex ministra della Difesa della cancelliera Angela Merkel si è spaccato tra chi ha votato pro, chi contro e chi si è astenuto. Sono stati in tutto 157 i no, 89 le astensioni. Dopo il voto, Von der Leyen ha parlato di "maggioranza travolgente", considerandola un "voto di fiducia": l'Europa si trova in posizione unica per guidare il cambiamento soprattutto su climadigitalizzazione e geopolitica". 

I 461 voti a favore rappresentano un dato migliore di quello nel 2014 del predecessore Jean-Claude Juncker, che ottenne 423 voti favorevoli. Ma i gruppi che hanno votato a favore e quelli che si sono astenuti hanno avvertito: non si tratta di un assegno in bianco, nelle parole del leader dei liberali il romeno Dacian Ciolos. Esprimendosi in inglese, francese e tedesco, Von der Leyen ha presentato i portafogli delle 12 Commissarie e dei 15 Commissari all'emiciclo di Strasburgo, una lista nata dopo varie difficoltà, tra cui tre nomine da rivedere, la Brexit in sospeso e candidature fortemente criticate. Uno dei primi impegni della Presidente eletta sarà la partecipazione lunedì alla Cop25 di Madrid: "Se lavoreremo bene, l'Europa del 2050 sarà il primo continente carbon-neutral, una potenza di primo piano sul digitale, resterà l'economia che riuscirà a garantire meglio l'equilibrio tra mercato e sociale, sarà capofila nella soluzione delle grandi sfide mondiali". 

Sullo spinoso dossier immigrazione, ha promesso che l'Europa fornirà "sempre rifugio a chi ha bisogno di protezione internazionale", ma ha anche accennato a rafforzamento delle frontiere esterne e al ritorno di chi non ha diritto di restare. Ha poi promesso che "entro la fine del mandato avremo per la prima volta la parità di genere a tutti i livelli, cambiando il volto della Commissione". Il programma è atteso alla fine del primo trimestre 2020, o all'inizio del secondo trimestre. Il tedesco Manfred Weber, leader dei 182 eletti del Ppe, ha appoggiato Von der Leyen, congratulandosi perché è "riuscita a uscire al meglio da una situazione difficile". I 154 rappresentanti socialdemocratici hanno quasi tutti votato a favore, così come i 108 liberali di Renew. I verdi hanno scelto l'astensione, "non vogliamo brandire il cartellino rosso, ma non vogliamo dare carta bianca", ha detto la copresidente Ska Keller. La sinistra Gue, così come l'estrema destra, si è opposta. 

Bagarre alla Camera sul Mes: Lega-Fdi accusano Conte e Gualtieri

Il Meccanismo europeo di stabilità, ovvero il fondo salva-Stati che dopo mesi di negoziati è ormai a un passo dal traguardo, infiamma la politica italiana. Ed è bagarre a Montecitorio dopo l'audizione del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che definisce comico il rischio paventato dall'opposizione che vedrebbe l'Italia messa a rischio dalla riforma del trattato istitutivo del Mes. L'opposizione usa la mano pesante e insorge alle parole di Gualtieri che, in un'audizione fiume a Palazzo Madama, risponde a deputati e senatori che, no, il testo ormai non si può più rinegoziare, "è stato chiuso". Il Ministro, che fa muro sul Mes, si attira l'accusa di "alto tradimento" da parte della presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e di "infedeltà in affari di Stato", parole di Claudio Borghi della Lega, che invita il Governo a riferire alla Camera o "porteremo Conte in tribunale". Ma il titolare di via XX Settembre è vittima anche di fuoco amico: il leader di M5S Luigi Di Maio, durante la registrazione di Porta a Porta, chiede infatti una valutazione complessiva del pacchetto ammettendo che "ci sono perplessità, anche per il M5S" e che "un conto è il negoziato, e un conto è se conviene all'Italia". 

In serata Roberto Gualtieri prova a stemperare gli animi, che nel frattempo a Montecitorio hanno sfiorato la rissa in Aula costringendo il presidente Roberto Fico a sospendere la seduta e a convocare una Capigruppo: in una nota spiega che il testo non è chiuso a modifiche di dettaglio anche se da un punto di vista politico, a suo avviso, non esistono spazi di cambiamenti. Durante l'audizione, oltre tre ore con decine di domande, Gualtieri di fatto ribadisce quanto detto in questi giorni, a partire dal fatto che la versione finale della riforma del Mes fu avallata nel dicembre scorso proprio dal governo giallo-verde. E che quella riforma nella sostanza poco cambia della precedente versione del Mes, salvo la possibilità di fare da backstop al fondo dei salvataggi bancari raddoppiandone la potenza di fuoco, dunque "una vittoria per l'Italia".  

Tensione nel M5S in vista delle regionali in Calabria ed Emilia Romagna

Dopo il verdetto di Rousseau il M5S ha deciso che correrà da solo alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria ma sui nomi dei candidati governatori vige un riserbo assoluto. Nell'attesa del nuovo responso della piattaforma, su cui gli aspiranti governatori sono stati invitati a presentare la loro candidatura entro il 4 dicembre, la finestra di un possibile dialogo tra M5S e Pd sembra rimanere ancora socchiusa. Se in Emilia Romagna l'incontro del capo politico dei pentastellati con i locali attivisti ed eletti pare aver definitivamente messo la parola fine a una collaborazione tra i due partiti della maggioranza anche in termini di un'eventuale desistenza, i dubbi sulla scelta del candidato per la Calabria aprono possibili altri scenari: in Calabria, infatti, il M5S avrebbe deciso già da giorni che a correre per la Presidenza sarà il docente universitario Francesco Aiello, ma i vertici del Movimento non si sono ancora espressi al riguardo. Luigi Di Maio si riserva, nei prossimi giorni, di incontrare gli attivisti locali nonostante i deputati calabresi a Roma che pare abbiano già espresso la loro preferenza, pur se non in modo unanime. 

Le possibilità di arrivare a un'intesa per un nome gradito anche al Pd, quindi, potrebbero non essere del tutto tramontate, considerato che anche i dem sembrano lontani dall'aver scelto il loro candidato che, allo stato, potrebbe essere Maurizio Talarico. Anche qui però il condizionale è d'obbligo e i profili in campo per i dem sono diversi. Nell'indecisione l'imprenditore Nino De Masi lavora ancora per un'intesa tra M5s e Pd, anche se il capo politico Luigi Di Maio ha smentito ieri un accordo con il Pd per il ritorno in campo di una candidatura di raccordo come quella del re del tonno Pippo Callipo. Tra i parlamentari calabresi c'è chi, come Dalila Nesci, osteggia la candidatura del civico Aiello e si propone come candidata di un M5S che dovrebbe aprirsi a sinistra.

Al Senato 

Questa settimana l'Aula del Senato non si riunirà per consentire alla Commissione Bilancio di esaminare la manovra economica 2020

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali ascolterà le comunicazioni del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia sulle linee programmatiche del suo dicastero e, in sede riunita con la Lavoro, ascolterà le comunicazioni del Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti sullo stesso tema. Alle 8.45, la Difesa, in sede congiunta con la rispettiva della Camera, proseguirà l'audizione del Ministro Lorenzo Guerini sulle linee programmatiche del suo dicastero. La Commissione Bilancio proseguirà l'esame della legge di bilancio 2020 anche se difficilmente oggi inizierà la votazione degli emendamenti. La Finanze esaminerà la bozza di riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). 

Alla Camera 

L'Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l'esame il decreto legge per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici e del decreto per il reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti. A seguire si confronterà sulla proposta di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo e sulle mozioni relative all'emergenza climatica e ambientale

La Commissione Affari Costituzionali ascolterà i rappresentanti dell'OSCE sulla pdl relativa ai conflitti d'interessi. La Commissione Esteri ascolterà i rappresentanti del Comitato Atlantico italiano sulla politica estera dell'Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo. La Finanze proseguirà le votazioni degli emendamenti sul decreto fiscale. L'Agricoltura si confronterà sullo schema di decreto ministeriale per il riparto delle risorse del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno 2019, relative ai contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi.

Fonte: NOMOS