La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
La Giornata parlamentare del 23 aprile 2020
23/Aprile/2020
Politica

Il Governo è quasi pronto per lanciare la fase 2

Il lockdown "non si può protrarre" oltre il 3 maggio perché "diventerebbe molto dannoso per l'intera economia del paese, rischiando di compromettere il tessuto sociale e produttivo". L'Italia ripartirà ma "in condizioni di massima sicurezza" e senza fughe in avanti "indiscriminate e irresponsabili", che vanificherebbero gli sforzi compiuti. Giuseppe Conte ha sul tavolo il piano per la fase due messo a punto dalla Task force guidata da Vittorio Colao e aggiorna le parti sociali prima e gli Enti locali poi. Il piano prevede la possibilità di ripartire dal 4 maggio con la manifattura e le costruzioni, oltre a qualche attività commerciale o del settore servizi collegata a chi riapre. Tra le ipotesi presentati dagli esperti al Governo c'è quella di far ripartire qualcosa già dal 27 aprile, in attesa di un più consistente allentamento del lockdown il 4 maggio. Secondo il piano Colao, per ottenere la deroga le aziende, oltre a dimostrare di avere i dispositivi di protezione e di essere in regola rispetto alla possibilità di garantire il distanziamento sociale, dovranno rispettare il protocollo di sicurezza sul lavoro e non solo, dovranno anche trovarsi su un territorio in cui la situazione epidemiologica e quella ospedaliera sono sotto controllo. 

L'ok al via libera sarebbe sottoposto al vaglio del Comitato tecnico scientifico; Silvio Brusaferro e gli altri ribadiscono l'appello alla cautela. Conte mette in chiaro con i suoi interlocutori che "non si tratta di un menù bello e sistemato, c'è ancora tanto da lavorare" e si dice consapevole del fatto che ci sarà una movimentazione maggiore e maggiori saranno le occasioni di contatto e avverte: "Abbiamo prefigurato anche, anzi dobbiamo dare per scontata la risalita della curva epidemiologica". Gli scienziati "vorrebbero Ra 0,1 o a 0,0, ma è chiaro che pagheremmo un costo sociale ed economico insostenibile", spiega ai suoi interlocutori. La linea, dunque resta quella di "tenere sotto controllo la curva", evitare che risalga oltre una certa soglia e "predisporre dei meccanismi predeterminati su cui sta lavorando il Cts in modo che in una determinata area territoriale se la curva dei contagi dovesse risalire", si possa intervenire secondo meccanismi nazionali. Ecco perché, ammette Conte, sarà importante avere "dalla nostra parte" Governatori e sindaci, per non riaccendere polemiche dannose se e quando si tratterà di "chiudere i rubinetti".

Il faro resta comunque la sicurezza sui luoghi di lavoro. L'accordo firmato da Governo e parti sociali lo scorso 14 marzo "rimane un po' la nostra Bibbia", dice il premier. Secondo gli studi fatti dalla Task force saranno tra i 2,7 e oi 3 milioni i lavoratori a tornare a lavoro; Colao propone al Governo di posticipare il rientro di chi ha più di 60 anni, ma diverse sono le perplessità che si registrano all'interno dell'esecutivo. Ci sarà poi una "manutenzione", così la definisce il presidente del Consiglio, delle regole di sicurezza sulle distanze: "Non possiamo riproporre alla popolazione dopo mesi un regime restrittivo molto limitante", sì, quindi, a un allentamento delle misure restrittive, "ma non uno stravolgimento". Prevista maggiore libertà per lo sport all'aria aperta, le seconde case e i contatti familiari. Anche se bar e ristoranti resteranno chiusi, si potrebbe prevedere la possibilità anche di preparare cibo da asporto; ancora nulla è deciso, comunque. Queste indicazioni, insieme a quelle che presenterà anche il Comitato tecnico-scientifico, rappresentano la base che il Governo utilizzerà per definire il piano della fase due, che verrà annunciato entro la fine della settimana; sarà quindi il Governo a tirare le somme. 

Oggi è il giorno del Consiglio europeo sul Recovery Fund

Comincia alle 15.00 di oggi la videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Ue (la quarta in sette settimane) che avrà come punto principale in agenda la proposta per uno European Recovery Fund, un Fondo per il rilancio economico dopo la crisi del Covid-19 e cui parteciperà per l'Italia il premier Giuseppe Conte. I temi all'ordine del giorno sono tre, secondo la lettera di convocazione del vertice inviata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Innanzitutto le due roadmap, una per la fine graduale delle restrizioni sociali per contenere l'epidemia e l'altra riguardante la ripresa, che i capi di Stato e di Governo avevano chiesto a Michel e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen di elaborare. Sono in realtà documenti piuttosto generici che non dovrebbero comportare grandi discussioni. Nella roadmap sulla ripresa, comunque, c'è un richiamo ai principi e valori fondanti dell'Ue, che devono restare al centro dell'approccio: vengono menzionati il rispetto dello stato di diritto e la dignità umana, un punto che potrebbe celare una controversia con l'Ungheria, che ha instaurato uno stato d'emergenza con poteri straordinari al premier Viktor Orban e l'esautorazione del Parlamento senza porre limiti di tempo.  

Il secondo punto in discussione è il pacchetto concordato il 9 aprile dall'Eurogruppo, che in caso di utilizzo pieno varrebbe 540 miliardi di euro, con le tre reti di sicurezza per il debito sovrano attraverso la linea speciale di credito del Mes per i sistemi sanitari nazionali; per le imprese private attraverso il sostegno da parte della Banca europea per gli investimenti, Bei; e per la tutela dell'occupazione attraverso il meccanismo Sure. È possibile che Conte chieda chiarimenti e garanzie supplementari per certificare la non condizionalità della linea di credito speciale del Mes, ma il premier ha già chiarito che l'Italia non intende bloccare l'approvazione di questo strumento, cui ogni Stato membro può decidere se accedere o no. In ogni caso, non ci si attende che i leader entrino in discussione approfondita su questi elementi; dovrebbero limitarsi a dare mandato all'Eurogruppo affinché li rendano operativi a giugno. 

Il punto di gran lunga più importante su cui sarà concentrata la discussione dei leader è l'ultimo: il Fondo europeo di ripresa. Afferma Michel: "Il mio suggerimento è che ci impegniamo a lavorare per creare questo fondo il più presto possibile. Dovrebbe essere di dimensioni sufficienti, indirizzato verso i settori e le parti geografiche dell'Europa più colpite, ed essere dedicato a far fronte a questa crisi senza precedenti. A questo fine propongo di incaricare la Commissione di analizzare in modo preciso i bisogni e di presentare una proposta commisurata alla sfida che stiamo affrontando. La proposta della Commissione dovrebbe chiarire il legame con il Quadro finanziario pluriennale (il bilancio comunitario 2021-2027), che sarà in ogni caso al centro del contributo dell'Ue alla ripresa e dovrà essere adeguato per far fronte all'attuale crisi e alle sue conseguenze". La presidente della Commissione Ursula von der Leyen sarà invitata a illustrare le ipotesi di base della proposta del Fondo cui sta lavorando l'Esecutivo comunitario: su come pensa di strutturarlo, su come finanziarlo con strumenti innovativi e su che potenza di fuoco dargli. La Commissione potrà così sondare i capi di Stato e di governo, prima di mettere sul tavolo la proposta formale. Oltretutto, la creazione del Fondo è strettamente legata al negoziato sulla nuova proposta di bilancio pluriennale comunitario 2021-2027, rivista e corretta, che la Commissione presenterà il 29 aprile. Seguirà poi un'altra videoconferenza dei leader, forse più risolutiva, probabilmente all'inizio di maggio.

Al Senato

Nella giornata di oggi l'assemblea del Senato non si riunirà. I lavori riprenderanno martedì prossimo con l'esame del Documento di economia e finanza 2020 (DEF) e della relativa relazione al Parlamento.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Istruzione proseguirà le audizioni sul decreto relativo alle misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. Tutte le altre invece torneranno a riunirsi la prossima settimana.  

Alla Camera

Dopo che nella seduta di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, l'Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 18.45 per le dichiarazioni di voto al decreto Cura Italia, mentre intorno alle 22.00 ci saranno i pareri del Governo sugli ordini del giorno. Venerdì dalle 8.30, sono previste le dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno relativi al testo, la votazione sugli odg, le dichiarazioni di voto finale e la votazione del provvedimento.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Finanze, assieme alla Attività Produttive, ascolterà i rappresentanti di dell'Associazione bancaria italiana (ABI) e il Presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) Paolo Savona sul cosiddetto decreto liquidità. L'Ambiente si confronterà sullo schema di decreto legislativo sui veicoli fuori uso. Alle 12.00 la Trasporti ascolterà il Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli sulla situazione economico-finanziaria e sulle prospettive di Alitalia a seguito dell'emergenza da coronavirus. La Affari Sociali si confronterà sullo schema di decreto legislativo sulle norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Fonte: NOMOS