La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Imprese per uno sviluppo sostenibile
07/Settembre/2018
Politica Economica

Nelle complesse dinamiche di sviluppo e crescita delle singole regioni italiane, emergono, a volte, figure positive di imprenditori che svolgono, attraverso la loro attività d'impresa, un volontario, creativo ruolo nel contesto della coesione e stabilità sociale.
In Umbria, una delle regioni con l'età media più alta del Paese e un'economia che ha dovuto reinventarsi dopo la crisi, soprattutto a seguito delle vicende legate alle acciaierie di Terni, spiccano i nomi di due Cavalieri del Lavoro, imprenditori e stimati businessmen, che con le loro aziende sostengono e proiettano, offrendo lavoro ed un eccellente welfare aziendale, il territorio fuori dalle nebbie del recente passato.
Stiamo parlando di Brunello Cucinelli e Luca Tomassini, entrambi alla guida di due società quotate in Borsa: la Brunello Cucinelli spa, azienda del settore moda, e Vetrya spa, società che opera nell'ambito della digitalizzazione e dei servizi informatici.
La prima, forte della tradizione manifatturiera italiana, pone nel segno della tradizione il suo marchio di fabbrica.
La seconda, pioniera nell'ambito delle aziende informatiche italiane, è proiettata verso la costante, necessaria crescita dei servizi digitali per le imprese.
Le sedi delle due aziende, dislocate fra Solomeo – Perugia (Cucinelli) e Orvieto (Vetrya), distano circa 80 km, ma l'intervento che essi compiono in favore del territorio, sostenendo attività culturali, sportive e di ausilio ai comuni, è visibile lungo tutto il tratto di strada che le collega.
L'apporto economico e occupazionale che esse danno, non è inferiore alla più importante rivoluzione di cui sono simboli positivi, quella cultura del lavoro e centralità del welfare aziendale, i cui effetti positivi si riscontrano nelle testimonianze dei dipendenti quanto in quelle dei loro concittadini.
Lo scarto più evidente fra questo tipo di imprenditoria e quello imbrigliato ed in difficoltà le cui vicende occupano, purtroppo, molto di più il dibattito pubblico, risiede, a fronte di una florida situazione sul mercato, costruita con abilità e competenza, nella capacità di aver intuito che un'azienda può trarre benefici dal contesto in cui il dipendente lavora, dai servizi a disposizione della comunità circostante e dalla cultura e legame offerto dall'azienda al territorio.