La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Finanza e ambiente
30/Agosto/2018
Politica Economica

Con la necessità di una rimodulazione dello sviluppo, lontana dai paradigmi superati di un'anacronistica economia, in cui il motore poteva girare soltanto sulla crescente produzione di beni fisici – a discapito delle già limitate risorse naturali a disposizione –, ecco che il rapporto fra finanza e ambiente diviene centrale nel dibattito, ormai molto diffuso, seppur talvolta caotico ed approssimativo, del nuovo modo di fare economia, generare profitti, posti di lavoro e stabilità sociale.
La finanza, comunque, continua a non essere centrale nel dibattito, anche se non gode, attualmente, di buona immagine, presso l'opinione pubblica.
Ciò è da far risalire alla lunga crisi, ad alcune mala gestio nel settore bancario, ad una speculazione particolarmente spinta.
Malgrado ciò, sembra prevalere il pensiero politico che una finanza senza vincoli, supportata da modelli matematicamente esatti, produca l'idea che i mercati siano razionali e che, sostenendo lo sviluppo, aiutino il benessere dell'umanità.
L'esperienza di questi anni ha insegnato che si tratta di un percorso pericoloso, da rettificare e da frenare, possibilmente con riferimento alle spinte che potrebbero provenire da "Oltre Oceano".
Il paradigma va cambiato, senza creare steccati.
Una valorizzazione della sana finanza si può ottenere collegandola, per uno spaccato operativo, all'ambiente e, quindi, all'uomo, al suo vivere ogni esperienza al meglio ed in sicurezza.
Esiste una necessità della tutela del territorio, poiché essa rappresenta il patrimonio prioritario per la comunità, con il supporto della finanza.
Esso va difeso, con una osservazione costante da parte della classe dirigente, che tenendone da conto la storia, la conformazione, la cultura, stimola, attraverso valide ed efficaci normative politiche, banche ed assicurazioni ad essere sensibili e fattive nella sua protezione, valorizzazione ed utilizzo.
Nel settembre 2015, con l'adozione dell'Agenda 2030, il mondo ha messo i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ( SDG: Sustainable development goals), al centro della cooperazione economica globale.
In essi, l'uso sostenibile del suolo e lo sviluppo di infrastrutture adeguate, da tenere in sicurezza, rappresentano alcuni tra i più importanti capitoli espressi in chiave di lotta alla povertà.
E' ormai unanimemente accettato, pur se con diverse sfumature, che preservare l'ambiente equivale a supportare l'economia, in quanto la salvaguardia del capitale naturale è propedeutica alla crescita della produttività e, quindi, dell'alimentazione di processi, fattivi e producenti.
Plaudiamo all'iniziativa di A2A che, in questi giorni, ha sottoscritto una linea di credito "sostenibile" da 400 milioni di euro, della durata di 5 anni, legata alle prestazioni ESG (ambientali, sociali e di governance) della società, ma anche al raggiungimento di specifici obiettivi legati alla de-carbonizzazione, all'energia green e all'economia circolare. E' una prima testimonianza di impegno verso gli investimenti sostenibili ed eticamente coerenti.