La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Def, semaforo verde in CdM: decolla il debito e si arresta la crescita
11/Aprile/2019
Politica Economica

I primi numeri e le prime indicazioni del Def, il Documento di Economia e Finanza, approvato dal Consiglio dei Ministri, non sono molto positivi. Crescita ferma al tendenziale  0,2%, debito che sale in impennata fino al 132,8%; ciò nonostante, il Governo si dice soddisfatto.

Di positivo c'è che non sono comparse nuove tasse e, come l'esecutivo aveva più volte ribadito, non si prevede alcuna manovra correttiva. 

La legge di bilancio stimava una crescita dell'1%; in realtà, per il 2019, la troviamo allo 0,2%. A voler essere precisi, però, la previsione di crescita media del Pil in termini reali scende allo 0,1%, cui si aggiunge un altro 0,1%, per effetto dei Decreti sblocca cantieri e crescita. Un aumento, anche se lieve, si prevede nel triennio successivo, dove si arriverà ad un tiepido 0,8%. Il reddito di cittadinanza porterà al Pil un ulteriore 0,2% nel 2019, e 0,4%nel 2020. Nessun effetto, invece, da quota 100.

 Il debito pubblico sale, dal 132,2% del 2018, al 132,8%. Una lieve flessione è vista solo dal 2020 e bisogna attendere il 2022 per arrivare ad un 128,9% .

E cosa di nuovo sulla Flat tax che, negli scorsi giorni,  ha riacceso il dibattito all'interno dell'esecutivo? Riportiamo quanto presente sul DEF:  "In linea con il contratto di governo, si  intende continuare, nel disegno di Legge di Bilancio per il prossimo anno, nel processo di riforma delle imposte sui redditi ("flat tax") e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l'imposizione a carico dei ceti medi. Questo nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Programma di Stabilità". 

I commenti e le dichiarazioni dei tre protagonisti, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giovanni Tria, hanno toni tranquillizzanti e parole di fiducia. Tutti esprimono soddisfazione. Ma non ci sono dubbi, questo Def fotografa le difficoltà obiettive della fase economica che attraversa il Paese, con una crescita economica  ridotta ai minimi termini e con un debito pubblico che esplode. 

Vogliamo avere fiducia nel Governo, non avendo alternative. Siamo realmente preoccupati, però, di quello che potrà succedere da qui alle elezioni di fine maggio, con la rincorsa, dei due leader politici, all'ottenimento del maggior numero di consensi. 

Il futuro non è roseo; cerchiamo di non farlo diventare nero!