La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Fase2: intervista a Salvatore Margiotta, Sottosegretario alle Infrastrutture.
04/Maggio/2020
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dì Lorenzo Guidantoni

Originario di Potenza, Ingegnere, Professore universitario. Da più legislature componente delle Commissioni Lavori Pubblici di Camera e Senato, oltreche' della Bicamerale della Vigilanza della Rai, il Senatore Salvatore Margiotta è attualmente Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti del Governo Conte II.

Fase 2: ripartono i cantieri dopo tante settimane di stop. Come verrà garantita la sicurezza dei lavoratori?

Iniziamo dicendo che molti dei cantieri non si sono mai fermati. I codici Ateco hanno consentito di lavorare su strade, ferrovie e messa in sicurezza delle opere.

A garanzia dei lavoratori abbiamo condiviso un protocollo con ANCI, UPI, ANAS, RFI, ANCE, Alleanza delle cooperative, Feneal Uil – Cisl e Fillea CGIL, disponibile sul sito del Ministero.

Con il Ponte Morandi si è celebrato il successo di un Paese che può farcela. Il modello Genova, come lei ha ribadito a Formiche.Net, ha funzionato per differenti motivi ma non è estendibile a tutte le opere.  Il Paese, però, è affamato di risultati: come conciliamo la regolarità delle gare e la rapidità di esecuzione di un'opera?

La generalizzazione del modello "Commissario e deroghe" sarebbe un errore a deperimento di trasparenza e concorrenza, valori ai quali sia io che il Ministro teniamo particolarmente.

Stiamo lavorando a un decreto che abbia, come ricordato dal Presidente del Consiglio, significative semplificazioni e sburocratizzazioni tali da essere sempre efficace, senza generalizzare i commissariamenti, ma prevedendolo nei casi in cui è davvero necessario, e che al Ministero abbiamo individuato.

Attualmente è impegnato nello snellimento del Codice degli Appalti per favorire l'attività di porti e logistica. La burocrazia è un male atavico del nostro Paese: c'è un modello vincente in giro per l'Europa al quale è possibile fare riferimento o abbiamo criticità specifiche sulle quali intervenire?

Nell'ambito delle semplificazioni alle quali ho fatto riferimento, ascoltiamo le esigenze delle varie realtà: porti e logistica fanno parte di un sistema che reclama specifici interventi sui quali stiamo lavorando.

La Ministra De Micheli ha dichiarato che, in questa prima fase, nel trasporto pubblico si registreranno delle inevitabili lentezze. Lei crede sia stato fatto tutto il possibile?

Credo proprio di sì. Il trasporto pubblico ha tenuto bene in questi mesi: nonostante le difficoltà del momento, il sistema ha retto.

Per il prossimo futuro ci siamo mossi su due linee. Da un lato abbiamo previsto gli obblighi sanitari ormai noti: dall'uso delle mascherine su i mezzi pubblici al distanziamento sociale.

Dall'altro, siamo coscienti che tali misure precauzionali dovranno essere accompagnate da forti incentivazioni nelle dinamiche del sistema: dalla differenziazione degli orari di lavoro al rafforzamento dello smart working - che in Germania forse più correttamente chiamano home working – nell'ottica di una ripresa graduale del volume di traffico e dei passeggeri.

Meno biglietti significa minori introiti per le società del settore.

Senza dubbio. Attualmente possiamo assicurare un tasso di riempimento dei mezzi pubblici fra il 30 e il 40%. Per questo motivo, attraverso il Decreto Cura Italia, siamo intervenuti con un emendamento per impedire che su contratti già esistenti il concedente non riconoscesse al concessionario quanto dovuto, in virtù della diminuzione del carico.

Abbiamo inoltre anticipato l'80% del fondo per il trasporto pubblico locale - venendo incontro alle esigenze di liquidità-  e interverremo con ulteriori, future misure. Lo scopo è quello di mantenere in vita le società di trasporto, i posti di lavoro e soprattutto di garantire il servizio ai cittadini.

L'utilizzo del mezzo privato sarà privilegiato.

Sicuramente, e ciò causerà maggiore traffico e inquinamento. Per fare fronte al problema sarà incentivata la cosiddetta "soft mobility", con particolare attenzione al car sharing, all'acquisto di bici, biciclette elettriche, segway, monopattini elettrici.

Lei è originario di Potenza e da sempre vicino ai problemi del sud. Stante le prossime difficoltà di bilancio è preoccupato dall'eventuale, ulteriore strappo che potrebbe verificarsi fra nord e Mezzogiorno?

Questo è un tema che mi preoccupa da sempre, fin dagli anni del liceo e prima di intraprendere l'impegno politico. Bisogna riconoscere che negli ultimi venti anni, anziché esserci stata la diminuzione del gap infrastrutturale e trasportistico, abbiamo avuto una ulteriore divaricazione della forbice.

Pur non potendo anticipare nulla, mi limito a dire che stiamo prevedendo nei prossimi decreti alcuni finanziamenti importanti per le infrastrutture del Mezzogiorno, a partire dall'alta velocità di rete.

Veniamo a un paio di domande puramente politiche. La prima è maliziosa: come procede la convivenza con i 5 Stelle?

Con i colleghi dei 5Stelle, tanto Cancelleri quanto Traversi, si collabora in maniera fattiva.

Ha assistito in prima persona alla storia del PD, fra vittorie e fallimenti, delusioni e noti strappi: perché un giovane, oggi, dovrebbe avvicinarsi al Partito Democratico?

Perché questi mesi dimostrano che, nonostante le nostre manchevolezze e insufficienze, rimaniamo l'unico partito nazionale capace di difendere principi e valori quali la solidarietà e la vicinanza agli ultimi, attenti, allo stesso tempo, alle esigenze del mondo produttivo. Questa dirigenza, anche nei momenti più drammatici, è stata capace di rimboccarsi le maniche e indicare la via giusta.

Il futuro post pandemico la preoccupa?

Mi preoccupa molto l'aspetto della ripresa economica. Se è vero che sono possibili nuove ondate di contagi in autunno, oggi siamo meglio preparati a livello sanitario e le persone hanno ben assorbito indicazioni e precauzioni per limitare la diffusione del virus.

Siamo di fronte a uno scenario economico nuovo, qualcosa che il mondo non ha mai vissuto. Dovremo superare le difficoltà grazie a idee innovative.

Mi piace però essere positivo.

Sulla durata del periodo necessario a far ripartire tutto non mi esprimo ma, per dirla con termini borsistici, quanto successo causerà un sicuro "rimbalzo". Mi auguro sapremo scegliere la direzione migliore, che ci conduca verso vette più alte di quelle dalle quali siamo caduti.