La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Usciamo dalle sofferenze per camminare sicuri
03/Settembre/2019
Attualità economiche sociali

di Lorenzo Guidantoni.

Mentre le sorti del futuro esecutivo sono ancora incerte, il mondo produttivo e del lavoro italiano continua a soffrire, battagliando sul mercato, nel quadro di una congiuntura economica difficile, con la Brexit alle porte, la recessione tedesca, la guerra commerciale fra Usa e Cina ed il calo della fiducia dei consumatori, registrato in agosto.

In particolare, il tessuto dei POE (Piccoli Operatori Economici, imprese con meno di 10 dipendenti), che occupa, secondo la CGIA di Mestre, 7.6 milioni di lavoratori, ossia il 44,5 % del totale, si sta lentamente estinguendo, sommerso dai soliti, noti problemi: fiscalità, credito e burocrazia.

Dal 2011 ad oggi, in Italia hanno chiuso 32 mila piccoli esercizi commerciali. Ogni giorno, si abbassano le serrande di 14 negozi. In dieci anni si sono perse 165 mila piccole imprese artigiane, in particolare nel Mezzogiorno.

Senza parlare dei 158 tavoli di crisi aperti (138 da inizio anno), che coinvolgono le PMI di dimensioni più rilevanti: da Ex Alcoa (800 dipendenti), a Whirlpool (430 dipendenti) a Semitec (350 dipendenti) insieme a tante altre realtà, più o meno note.

I problemi dei POE e delle PMI italiane a dimensione contenuta, secondo alcuni economisti sono di tipo strutturale: il mercato è diacronico, ossia ha un suo divenire, e la struttura delle aziende italiane è rimasta ancorata ad un glorioso passato. 

L'elevato costo del lavoro ed il carico fiscale ne minano la competitività, in un ambito di economia globale nella quale spadroneggiano i "giganti", capaci di tagliare fuori dal mercato i più piccoli.

Per altri, il problema di queste aziende è riconducibile ad una fiscalità massacrante, nella quale lavoratori autonomi e piccole imprese hanno corrisposto all'Erario, solo nel 2018, 37.9 miliardi di euro (il 47% del totale).

L'instabilità politica e la visione perennemente uguale e contraria dei Governi che si  avvicendano e dettano linee di politica economica spesso contrastanti, contribuiscono a generare ulteriore confusione ed incertezza, scoraggiando - se non ostacolando - gli investimenti.

Per agevolare e permettere ancora l'esistenza di POE e delle PMI,  vitali per il sistema Paese, almeno nel breve – medio termine, ed a fronte degli occupati sopra citati, bisogna intervenire pesantemente sul cuneo fiscale.

Oltre la fiscalità, è necessario lavorare sulle infrastrutture fisiche e digitali, capaci di favorire la connessione anche delle più piccole realtà imprenditoriali con il resto del mondo: servirebbe, insomma, qualcuno che governi seriamente il Paese, fuori da una perenne campagna elettorale.

E allora torniamo all'incipit:  mentre le sorti del futuro esecutivo sono ancora incerte, il mondo produttivo e del lavoro italiano continua a soffrire….