La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Sostenere l'agricoltura italiana.
29/Aprile/2020
Attualità economiche sociali

dì Lorenzo Guidantoni

Federico Vecchioni, amministratore delegato del Gruppo Bonifiche Ferraresi,  prima realtà agricola italiana quotata in Borsa, recentemente ha più volte richiamato l'attenzione su un settore che quest'anno, scampato ai ciclici danni dovuti al maltempo, si è trovato a fare i conti con la pandemia e il blocco del comparto meccanica, perno centrale nella sostituzione e riparazione dei macchinari.

Con l'inizio della Fase 2, la richiesta di Vecchioni è quella di concentrarsi maggiormente sul comparto nel quale l'azienda da lui guidata eccelle per innovazione e partnership internazionali, con una forte tendenza all'export, colonna portante della nostra economia, in una dinamica recessiva in cui ci si prepara a una serie frenata negli scambi internazionali, per i danni causati dal coronavirus.

Nel costante richiamo allo sviluppo delle tecnologie applicate all'agricoltura, con il conseguente aumento della produzione e uno stop al caporalato, vero neo del settore, Vecchioni annuncia tempi difficili, in cui il sostegno dello Stato sarà fondamentale per non spazzare via tante piccole realtà che compongono una rete di aziende riconosciute in tutto il mondo grazie alla qualità delle produzioni nostrane.

In questo senso, l'AD del Gruppo Bonifiche Ferraresi prospetta un possibile aumento dei costi di produzione, e quindi nel commercio al dettaglio, causato degli effetti della pandemia e dell'aumento dei prezzi della materie prime.

La filiera agricola è complessa e gli interventi del Governo dovranno essere mirati a sostenere le imprese e a snellire una burocrazia che, anche in questo settore, causa danni paragonabili alle grandinate di agosto.

L'agricoltura italiana, la prima in Europa nonostante non sia sussidiata, rischia di pagare lo scotto di un saldo import-export di beni agricoli storicamente negativo, con un rosso che solo nel 2018 si è attestato su i 7.5 miliardi di euro.  Le previsioni di Vecchioni si basano su dati di fatto che, assodata l'attuale e ben nota mancanza di manodopera, dovrà fare i conti anche con il trasporto merci, rincarato a causa della mancanza di autotrasportatori provenienti dall'est europa.

Il settore agricolo in Italia vale quasi 60 miliardi di euro, con il valore aggiunto più alto d'Europa.

Una realtà di cui il Governo dovrà tenere conto, nell'ambito di una serie di difficoltà che vanno dal turismo alla ripresa delle attività produttive più piccole, dalle microaziende alle PMI.

Il problema numero uno, anche in questo caso, sembra essere quello di far pervenire liquidità immediata alle aziende agricole, per tamponare l'emergenza e organizzare la ripresa  in un contesto quanto più possibilmente stabile.