La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Sace e la difesa del sistema Italia.
06/Aprile/2020
Attualità economiche sociali

dì Lorenzo Guidantoni

Rodolfo Errore, Presidente Sace  - ente che accompagna le imprese italiane nell'internazionalizzazione e nell'export - in una intervista rilasciata al "Sole 24 Ore", il 2 aprile u.s., presenta l'ennesima, autorevole testimonianza della gravità del momento economico,  cercando, al contempo, di tracciare la via per  tamponare l'emergenza e non farsi trovare impreparati alla fine del lockdown.

L'impatto della pandemia è ben chiaro negli effetti ma non ancora nei numeri: l'unica certezza, a oggi, è che rispetto alle prospettive elaborate alla fine del 2019 (+2.8 di export per il 2020) i dati andranno rivisti e corretti.

Secondo il Presidente, la prima necessità è quella di una rosa di interventi ben direzionati a sostegno delle imprese: moratoria dei debiti bancari, agevolazione del credito, rafforzamento del fondo di garanzia delle PMI esteso anche alle midcorporate. 

Una serie di misure nelle quali Rodolfo Errore non dimentica i giovani e le tante start up create in questi anni che, senza il necessario consolidamento, rischiano di essere altre vittime eccellenti del coronavirus.

Nella pandemia globale che trattiene 3.4 miliardi di persone a casa, in un lockdown imposto da 90 nazioni, alla domanda sulla ripresa dell'export  il Presidente Sace non può esimersi da un sano realismo, affermando : "Dipenderà dalla riapertura dei mercati internazionali" e prosegue "dopo aver risolto la fase più acuta dell'epidemia, l'export dovrebbe avere una ripartenza. Ciò potrebbe avvenire verso la fine dell'anno. In tal modo, il 2021 avrebbe un rimbalzo significativo".

Come da lui ricordato, Sace è uno strumento tecnico- operativo, le cui scelte strategiche spettano all'azionista Cassa Depositi e Prestiti e al Ministero dell'Economia.

In questo senso, con il contributo CDP, sono stati già stanziati 4 miliardi in più per l'export  e l'internazionalizzazione, 1.5 miliardi di garanzie per facilitare l'erogazione di finanziamenti bancari a supporto del circolante, 500 milioni per dare slancio all'export in aree a elevato potenziale di domanda per il made in Italy.

Con il decreto "Cura Italia", per la prima volta Sace è impegnata anche nell'import, favorendo, grazie all'esperienza dei suoi tecnici, l'approvvigionamento dei materiali.

Per questa via, si fluidificano, altresì, i rapporti tra fornitori esteri e controparte pubblica nazionale che, normalmente, ha tempi di pagamento piuttosto lunghi.