La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Ripartire con giudizio ma in tempi rapidi: un coro di voci.
06/Maggio/2020
Attualità economiche sociali

dì Lorenzo Guidantoni

La Fase 2 è iniziata e gli esiti sanitari di un allentamento dovuto al calo dei contagi e a una reclusione sociale difficile da contenere, troveranno riscontro nelle prossime settimane.

Nel presente c'è una condizione economica da sostenere e far ripartire, pur con tutte le difficoltà di un momento nel quale, ancora per un mese, la maggior parte delle attività, dai negozi ai parrucchieri, saranno chiusi o lavoreranno al minimo dei giri.

Sul "motore Italia", nelle ultime settimane si sono espressi i più autorevoli vertici dirigenziali e imprenditoriali, con diverse ricette e un solo mantra: "fare presto, fare bene".

In questo senso, il neo Presidente dei Cavalieri del Lavoro, Maurizio Sella, Federazione che rappresenta seicento imprenditori e manager insigniti dal Presidente della Repubblica per i loro alti meriti, in una intervista al Corriere della Sera esprime la necessità di ripartire in sicurezza ma con il dovuto, lucido realismo per una situazione economica mai registrata.

Un prestito a lungo termine con bassi tassi d'interesse è ben visto da chi vive il mondo della finanza in prima persona e non si lascia ammaliare dalle prospettive di fondi perduti e regali europei. 

Sulla lentezza degli accrediti e dei prestiti ponte, l'allarme attorno alle lungaggini viene smorzato nell'ottica di una liquidità che servirà più fra qualche settimana -  per accelerare il processo di produzione e consumo -  rispetto a oggi, stante l'economia bloccata e la cassa integrazione a garanzia dei dipendenti, con un risparmio storico che sta facendo e dovrà ancora svolgere il ruolo di cuscinetto.

In ottica futura, Maurizio Sella individua nel processo di sburocratizzazione, nella ripresa delle infrastrutture e nella digitalizzazione - quale volano per aumentare la produttività - le chiavi di un rilancio necessariamente snello e agile, atto a evitare di perdere il terreno della competizione nella prossima gara europea e mondiale.

Scendendo nello specifico delle varie realtà le preoccupazioni sono molteplici ma il mantra su citato, indirizzato alla politica, resta quello di lavorare in maniera rapida e in modo puntuale e preciso, nel ventaglio di necessità e richieste in arrivo da tutti i comparti.

Il Presidente di Federbeton Confindustria, Roberto Callieri, lancia un appello al Governo per rilanciare in maniera prioritaria le infrastrutture, con una filiera del cemento che lamenta le difficoltà attuali dovute al lungo lockdown, capace di scatenare una crisi per la quale, oggi, potrebbero chiudere fino a 800 imprese.

Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, la più grande impresa di manutenzione indipendente aeronautica in Europa, coinvolto in un comparto messo in crisi dal calo del traffico aereo, insiste sugli interventi verso la farraginosa e lenta macchina del credito, soprattutto per le aziende rimaste produttive in un mercato sostanzialmente fermo ieri, oggi e con tutta probabilità anche nel futuro più prossimo.

Al riguardo, uscendo da facili polemiche a carico del sistema creditizio, egli sostiene: "le banche non possono sostituire lo Stato. Hanno esigenze comprensibili". Il problema, a suo modo di vedere, può essere superato attraverso "un'autocertificazione sui requisiti che viene asseverata. Come avviene oggi nei casi previsti dalla legge fallimentare (art. 67 e 182). Sull'attestazione la società emette un bond a venti anni remunerato a un tasso di interesse sottoscritto da Tesoro e/o CdP che subito girano alle banche pro solvendo".

Lettieri sottolinea che se gli unici finanziamenti realmente attivati siano quelli rivolti alle PMI fino a 5 milioni - con la garanzia del Mediocredito Centrale – il successo delle istruttorie è pari a 8 su 10: la liquidità non arriva e la lentezza rischia di essere una sentenza per tante realtà, anche di medio grandi dimensioni.

Non va meglio nell'editoria, settore in difficoltà da quando il finanziamento pubblico ha lasciato spazio solo a un piccolo coro di voci, con la FIEG che fa richiesta di 400 milioni di euro, in cambio della possibilità di concedere visibilità ad aziende e istituzioni, in concerto con le scelte del Governo.

I vertici del mondo produttivo si esprimono nei termini su citati in ogni settore, con diverse ricette ma l'obiettivo comune di riaccendere il motore economico del Paese. 

Orlando Barucci, Presidente di Vitale & C., società di consulenza della quale si avvalgono numerose realtà imprenditoriali italiane, dalle colonne de "Il Sole 24 Ore" sposta l'attenzione su un altro aspetto di rilievo: quello del consumo.

Nell'analizzare la situazione attuale, Barucci suggerisce di rivolgere maggiore attenzione verso i settori portanti del nostro PIL, nell'ottica di stimoli mirati per la stabilità del lavoro e l'accrescimento della fiducia dei consumatori, gli unici sostenitori sul lungo termine per un mondo dell'impresa che non potrà appoggiarsi a lungo sul sostegno e la garanzia pubblica.