La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Racconto di un cittadino, in viaggio, una domenica.
20/Febbraio/2019
Attualità economiche sociali

Pochi giorni fa, tornando verso casa, mi sono trovato in coda sull'autostrada. Rassegnatomi a condurre l'auto a passo d'uomo, in mezzo alla confusione di un incolonnamento, ed immerso nei fumi dei gas di scarico che si confondevano con la nebbia, ho avvertito dentro di me una forte contrarietà, pensando a quale approccio abbiamo, nel 2019 - dopo essere arrivati su Marte -  nei confronti della mobilità, della sicurezza e della sostenibilità ambientale.

Il traffico era dovuto, per lo più, al ritorno dei clienti da un famoso outlet in campagna, verso la città. 

Mi sono sorpreso:  dentro quell'unica situazione c'era tutto il coacervo di problemi e soluzioni su cui si dibatte da mesi: la chiusura domenicale dei negozi, il traffico dovuto all'unica strada percorribile (su gomma) per raggiungere l'outlet, la nube di monossido che si alzava dalle macchine e sarebbe ricaduta sui campi coltivati, sotto forma di pioggia.

Ho pensato che se i negozi fossero rimasti chiusi la domenica , forse,  avremmo aiutato l'ambiente ma, allo stesso modo, non ci sarebbero state tutte quelle buste nelle auto a fianco a me; ci sarebbe  stato un  ulteriore calo dell'occupazione, meno introiti dovuti al pedaggio etc. :  e poi si sa che stare a casa con il riscaldamento acceso, inquina più del doppio di una macchina in movimento!

L'aspetto ambientale in tutto questo poteva aspettare, come sostiene Trump, o sarebbe meglio dire che abbiamo le tecnologie per affrontare più intelligentemente i problemi che ci si pongono davanti?

Una soluzione ci doveva pur essere, ma la complessità di un pensiero così difficile da gestire nel traffico mi ha spinto ad accendere la radio. Nemmeno a dirlo, l'argomento in discussione era quello della TAV Torino Lione.

Nel programma tenevano banco le dichiarazioni del Prof. Pierluigi Coppola,  unico bastian contrario nella Commissione guidata dal Prof. Marco Ponti. Secondo Coppola,  il saldo sull'analisi costi/benefici sarebbe stato positivo, se non fosse che la Commissione -  inserendo una complessa voce  sui mancati introiti per lo Stato dovuti alla diminuzione del traffico su gomma e, quindi, inferiori incassi su pedaggi e accise – abbia trasformato il saldo da positivo a negativo. Gli intervenuti parlavano di una realizzazione  che avrebbe comportato una  riduzione del traffico stradale, minore consumo di benzina e gasolio con benefici per l'ambiente, minor tempo di percorrenza, e minor impatto ambientale rispetto all'attuale sistema di collegamento.

Eppure il Prof. Coppola era ed è in minoranza. 

Molti anni fa, quando Valletta ed Agnelli furono i promotori dell'Autostrada del Sole, la stessa sulla quale stavo viaggiando quel momento, l'opinione pubblica si era espressa negativamente. Gli italiani vedevano più l'interesse privato che non quello pubblico:  i benefici dell'opera avrebbero indubbiamente aiutato la Fiat a vendere più macchine. L'Autostrada avrebbe cambiato il paesaggio, attraversato campi e Paesi, a volte sfregiando il panorama, aumentando l'inquinamento. A  distanza di pochi anni, quella seppur costosissima autostrada, aiutò a collegare l'Italia, a renderla più produttiva, ricca e moderna, ad avvicinarla all'Europa. Si fabbricarono più macchine, creando occupazione ed assicurando la mano d'opera con la forte domanda di lavoro proveniente dal Sud.

Oggi, visto che la storia si ripete, se prevale il parere della Commissione Toninelli, il rischio è quello di perdere una opportunità unica per restare integrati all'Europa ed avere la possibilità di un recupero della credibilità politica, notevolmente decaduta negli ultimi tempi.

Automaticamente, abbasso il finestrino come sfogo  e mi inebrio con una vecchia, cara aspirazione del gas di scarico di chi mi precede: spero che, in quel momento, Toninelli e Ponti si trovino nella stessa situazione.

In tal modo, forse, capiranno che dobbiamo sperare in tempi migliori e cercheranno di trovare la direzione giusta per andarli a prendere.

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.