La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Pandemia: l'occasione delle mafie.
03/Aprile/2020
Attualità economiche sociali

dì Lorenzo Guidantoni

La pandemia può essere l'Eldorado delle Mafie.

Il prolungarsi del lockdown e la successiva recessione, un tunnel nel quale 'ndrangheta, mafia siciliana, camorra e sacra corona unita scaveranno come talpe per entrare nell'economia regolare, messa sotto pressione dagli effetti del coronavirus.

Con un giro di affari annuale che supera abbondantemente i 100 miliardi di euro, le mafie possono accrescere il loro potere, da Nord a Sud: l'allarme, lanciato dai carabinieri del Ros e dal Viminale, riguarda tutto il territorio nazionale.  

La situazione critica di molte famiglie, e quella di numerosi imprenditori in attesa del credito promesso in sede europea, crea una fame di liquidità che le associazioni mafiose possono soddisfare nell'immediato.

Nella sola città di Palermo, capoluogo storico della malavita siciliana, le richieste di assistenza registrate sono pari a 11.000. Famiglie in difficoltà economica, disoccupazione: facili prede dello strozzinaggio e del lavoro nero.

In Campania, regione che ha dato i natali alla camorra tanto romanzata dai nostri registi, una persona su dieci dichiara di avere bisogno di cibo, non ricevendo i sussidi necessari per gli acquisti del mese.

Quella del Sud è una bomba sociale ad orologeria in cui l'innesco delle mafie era pronto a scattare già pochi giorni fa, come suggerito dagli 007 italiani al Governo,  con i primi assalti ai supermercati che solo un ingenuo può additare a sommossa popolare disorganizzata.

Al Nord, fra Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, l'attenzione delle forze armate si focalizza sul mondo delle aziende. Fabbriche, aziende e negozi chiusi, con un mercato che ripartirà fra mille incertezze, potrebbero spingere gli imprenditori a chiedere una liquidità che, fuori dalle previste lungaggini burocratiche sulle quali l'Europa e il Governo stanno lavorando, li avvicinerebbe pericolosamente al credito mafioso.

Le infiltrazioni nell'economia reale sono ormai registrate su tutto il territorio italiano, una realtà accertata da lunghi anni di indagini, sequestri e processi.

Dopo aver sfibrato i territori locali, da tempo le mafie investono anche al centro (dall'Umbria alla Toscana) e nel più ricco Nord, dal Veneto al Friuli.

Una situazione senza un particolare antidoto, se non quello di un Governo che deve fare in fretta, assicurando la crisi di liquidità della aziende in modo rapido,  proteggendo, allo stesso tempo, le famiglie con maggiori difficoltà.

Un discorso facile solo su carta, che trova riscontro nella complessità di individuare i beneficiari meritevoli, per non disperdere il fiume di denari in arrivo dall'Europa dove pure, con il primato delle truffe nei Fondi UE, le mafie sono riuscite a inserirsi da tempo, regalando all'Italia un triste primato.