La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Non tutti sono d'accordo sull'anno felice dell'Italia
15/Febbraio/2019
Attualità economiche sociali

E' stato presentato a Parigi, dalla COFACE, uno dei principali gruppi assicuratori di credito alle esportazioni, il rapporto 2019 sul quadro socio-politico europeo. L'importanza dello studio è data dall'obiettività  della COFACE che, nel riuscire a prevedere i rischi provenienti dalle situazioni sociali, economiche e politiche delle singole nazioni, sviluppa il lavoro calcolando il suo rischio d'impresa.

Il quadro presentato è piuttosto severo, portando alla luce delle novità all'interno di criticità che, dall'ambito economico, si riflettono sul quadro sociale delle singole nazioni, spingendo l'indicatore di rischio sociale Coface ai massimi dal 2010.

Una delle notizie di rilievo è che, per la prima volta a partire dal 1900', il rallentamento economico mondiale - atteso, comunque, solo in modeste proporzioni-  colpirà prima l'Europa Occidentale, per trasferirsi solo successivamente negli USA. 

Ciò è dovuto alle numerose situazioni di squilibrio sociale e politico all'interno di nazioni quali la Gran Bretagna, con il caso Brexit, la Grecia, con la sua difficile risalita economica, l'Italia, per i noti problemi, di ordine politico ed economico, oltre che per le prime ed attuali difficoltà della Cina, che minano l'export di alcuni comparti fondamentali per l'industria europea.

Nel futuro a breve termine, il rallentamento del ciclo economico farà aumentare il numero di fallimenti delle società europee, costantemente calati fino allo scorso anno, ma che adesso colpirà 20 Paesi del Continente, ad un ritmo dell'1,2% per Eurolandia,e  fino al 7% per quel che riguarda l'Italia.

Molte di queste società europee, calcolate fra il 4/6%, devono la loro sopravvivenza al basso livello dei tassi d'interesse. Seppure non siano attesi rialzi per il 2019, la situazione desta criticità nel prossimo futuro.

Per quanto riguarda il nostro Paese, la COFACE esprime preoccupazione, indicando nell'attuale formazione di Governo - e nelle sue intenzioni spesso confuse o contrarie all'interno delle politiche europee - debolezze che rischiano di essere fatali per un'economia già in affanno e con un debito pubblico che tornerà a crescere.  In questo senso, COFACE non esclude come la situazione di forte opposizione fra i due partiti di Governo, su temi centrali per il futuro, possa deflagrare fino a portare verso nuove elezioni.

La previsione del PIL italiano, si attesta, al netto di un rallentamento globale, sul + 0,5%, dato che andrebbe a minare le prospettive di crescita presentate dall'Italia pochi mesi fa, con le conseguenze che è facile immaginare sul debito pubblico e, soprattutto, su un probabile aumento dell'IVA.

D'altronde, come viene sottolineato nello studio, lo 0,5% di crescita è la media storica italiana, sulla quale si può intervenire positivamente solo con due leve: aumento della fiducia da parte di imprese e consumatori, e misure fiscali moderatamente espansive.

In un quadro italiano già critico per i numerosi strappi sociali creatisi negli ultimi anni, lo studio annuncia un nuovo peggioramento delle condizioni retributive ed una possibile diminuzione dei posti di lavoro, al netto dell'aumento dell'inflazione.

In tutto questo – e a fronte dei numerosi studi presentati regolarmente, con le medesime previsioni - stridono non poco le parole pronunciate, pochi giorni fa, dal Premier Conte, il quale ha promesso agli italiani "un anno bellissimo". 

All'ottimistica visione dell'attuale Governo, e sulla sottovalutazione del rischio di  forti squilibri sociali all'interno di un Paese - i quali maturano negli anni, ma deflagrano in poche settimane (v. gilet gialli in Francia) -  si potrebbe rispondere con il monito espresso all'inizio di una famosa pellicola del 1995, premiata al festival di Cannes, dal titolo "L'odio – La Haine", che raccontava la storia di un gruppo di ragazzi sbandati della banlieu parigina, ed iniziava con la voce narrante che recitava così:

«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.