La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Lavoro giovanile: risale la disoccupazione
12/Novembre/2019
Attualità economiche sociali

In soli tre mesi, sono stati persi dai giovani ben 60mila posti di lavoro. Questo dato ha riportato la disoccupazione giovanile al 28,7% e, in generale, quasi al 10%. Ad aumentare sono solamente i contratti precari e, nel mese di settembre, 32mila posti di lavoro si sono persi. Secondo quanto diffuso dall'Istat, il nostro Pil è sempre in uno stato di stagnazione che prosegue, ormai da circa due anni, e, oramai, questa situazione inizia ad avere ripercussioni anche sul mercato del lavoro.

Per la Uil, dietro l'aumento dei contratti precari ci sarebbe la leva mossa dal reddito di cittadinanza, visto che proprio a settembre è partita la fase due, con i beneficiari chiamati dai centri per l'impiego per sottoscrivere il cosiddetto "Patto per il lavoro". Da segnalare, poi, è il calo degli occupati tra gli over50, dove si potrebbero ravvedere gli effetti di Quota 100, con l'uscita anticipata che porta fuori dal lavoro chi ha 62 anni di età e 38 di contributi. Intanto, stando ai numeri, a settembre i disoccupati salgono di 73 mila unità. Ma tra quest'ultimi ci potrebbero essere anche quanti un posto lo avevano e, con l'arrivo dell'autunno, l'hanno perso: l'Istat a settembre conta mille occupati in meno per ogni giorno. I flussi più incisivi hanno riguardato i giovani under25. In questa fascia d'età la netta diminuzione degli inattivi ha portato a un'impennata dei senza lavoro, con il tasso di disoccupazione balzato al 28,7%.

Tirando le somme, dallo scorso mese di luglio, assistiamo a un "lieve ma costante calo" dell'occupazione. Una sorta di goccia cinese che ha lasciato sul tappeto 60 mila unità. Se a ciò aggiungiamo che si è decisamente  arrestata la crescita dei contratti a tempo indeterminato (-18 mila nell'ultimo mese), nel confronto Ue, l'Italia continua a stare in fondo alle classifiche sul lavoro, superando solo la Grecia e la Spagna.