La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
La sostenibilità tra moda e concretezza.
23/Aprile/2019
Attualità economiche sociali

di Lorenzo Guidantoni

Nell'epoca della tecnica anche il linguaggio è cambiato, affidandosi sempre più a parole chiave che, spesso utilizzate in modo inappropriato, rischiano di perdere il loro significato. Il sostantivo "sostenibilità" è uno di questi termini a rischio.

La definizione "sviluppo sostenibile", compare per la prima volta nel 1987, nel rapporto Brundtland, stilatodalla Commissione Mondiale sull'Ambiente e  lo sviluppo.  Siamo negli anni 80', forse il momento in cui si è maggiormente inquinato il pianeta, con la plastica presente nella quotidianità di ogni famiglia occidentale, l'utilizzo di carbone ai massimi storici, ed i primi movimenti ambientalisti attivi nel far sentire le loro preoccupazioni.

La Commissione, con il neologismo "sviluppo sostenibile", si riferisce a nuovi processi produttivi, armonizzati nel rispetto dell'ambiente, con l'obiettivo di garantire il benessere del pianeta e, quindi, delle generazioni future.

Scarsamente utilizzato per più di un decennio, il termine "sostenibilità" inizia a diventare di uso comune con l'esplosione della "digital" e, soprattutto, della "green" economy, le cui mission sono spesso sostenute da un minor consumo della carta, dalla riduzione delle emissioni di co2 per le modalità di trasporto merci, dall'ottimizzazione delle risorse.

In breve, la sostenibilità coinvolge sempre più aspetti della vita comune, diversificandosi in vari settori: "ambientale", "economica" e "sociale".


Ormai al centro delle nuove strategie aziendali, il termine assume un significato generico, definendo un'economia pensata per potersi rigenerare da sola.

L'economia circolare sarà dunque un sistema produttivo pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi e l'impatto ambientale nella generazione del prodotto stesso.

Sul piano sociale, la parola sostenibilità sostituisce la vecchia "giustizia sociale",intendendo la capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia) equamente distribuite per classi e genere.

FORTUNA DELLA SOSTENIBILITA'

In cicli economici che si esauriscono, l'ingresso della "sostenibilità" come pilastro ideale del nuovo mondo produttivo dà una forte spinta in termini di innovazione e rinnovamento, mettendo in moto un circuito virtuoso, capace di imprimere una forte accelerazione alla processo di domanda/offerta.

Pensiamo al mondo delle ristrutturazioni per l'efficientamento energetico, al riciclo dei contenitori, alle biomasse; negli ultimi anni le aziende del settore eolico e solare hanno registrato aumenti di fatturato da capogiro, ed il consumatore stesso, nelle sue modalità di spesa e dopo anni di comunicazione serrata, ha iniziato a coinvolgere la "sostenibilità del prodotto" come elemento essenziale al fine dell'acquisto.

In definitiva, potremmo dire che la "sostenibilità" apre le porte ad una nuova rivoluzione industriale.

E' un concetto che sposa in toto le caratteristiche di un capitalismo moderno: capace di creare il prodotto con notevoli risparmi, nel solco di un'etica ambientale tutta nuova, coniugando l'ideale con il profitto.