La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Investimenti pubblici e privati per favorire l'impresa e creare lavoro.
08/Maggio/2019
Attualità economiche sociali

Il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato, in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro, dello scorso I° maggio, presso il Quirinale, ha sostenuto che, per una crescita sicura ed armonica, occorre sostenere il lavoro. Solo in questo modo, si consente agli imprenditori di bene operare, per lo sviluppo economico e sociale del Paese. 

D'Amato ricorda come la Federazione che rappresenta sia nobile portavoce di chi, alla guida di imprese di successo, opera  sui mercati internazionali, affermando nel mondo le capacità, il lavoro, la creatività e l'orgoglio italiano. Bisogna,  tuttavia,  essere consapevoli che non basta l'operosità e la capacità di rischio e di intrapresa dei singoli. Occorre uno sforzo collettivo del Paese nel creare le condizioni indispensabili per rilanciare, in maniera significativa, gli investimenti pubblici e privati, i soli che possano creare vera e buona occupazione. Sono decise le parole del Presidente dei Cav. Lav. che, in alcuni punti salienti, si incrociano con quelle del  Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella . "A creare lavoro – afferma il Presidente della Repubblica – sono anzitutto le imprese, stimolate dall'obiettivo di crescere, innovare, migliorarsi. Come ha detto il presidente D'Amato, esse sono, naturalmente, influenzate dalla dinamicità del sistema-Paese, dalla sua efficienza, così come dalla capacità di integrare servizi e produzione, di sviluppare il welfare tenendo il passo con le grandi trasformazioni, di orientare gli investimenti pubblici in modo che accrescano la competitività sui mercati non meno della qualità della vita. È insomma la società nel suo insieme l'ampia base da cui trae forza l'economia. La prospettiva di uno sviluppo sostenibile si basa sulla coesione della società, sulla sua etica, sulla sua cultura".

Viene lanciato un importante appello al sistema politico, sostenendo che la qualità del lavoro, e con esso la qualità di vita dei lavoratori,  si misura  con la credibilità e la competitività di un sistema Paese, con le sue capacità di attrarre veri investimenti "volti – spiega il Presidente D'Amato – alla costituzione di nuove realtà produttive e quindi di nuova occupazione, mentre troppo spesso, prestigiosi marchi italiani vengono acquistati per poi vedere i centri decisionali, i nuovi investimenti o addirittura le stesse fasi produttive delocalizzate in paesi più competitivi".

Come conquistare competitività e credibilità?

Credibilità e competitività si conquistano con le riforme e non con interventi assistenziali che non possono esaurire l'azione di Governo. Serve investire in formazione, education, cultura, ricerca, innovazione. Senza tutto questo , continua D'Amato,  non solo la base produttiva del Paese non crescerà, ma continuerà a contrarsi e gli stessi interventi di politica sociale rischieranno di trasformarsi in interventi del tutto illusori e transitori. Non si può fare equità e solidarietà senza prima creare sviluppo e ricchezza. 

Infine, il Presidente dei Cavalieri del Lavoro guarda all'economia globale e al ruolo che in essa gioca e potrà continuare a giocare l'Italia e, dunque, l'Europa. Sì, perché non c'è l'una senza l'altra, lo spiega D'Amato e lo ribadisce, nel suo discorso, anche il Presidente della Repubblica Mattarella.

"Il dibattito politico cui assistiamo quotidianamente nel nostro Paese – denuncia D'Amato – sembra non registrare sufficiente consapevolezza della partita che oggi è in gioco nell'economia mondiale. La portata della competizione non è più solo tra regioni e né solo tra sistemi-paese ma è tra continenti. Solo un'Europa più competitiva, più forte e più unita può contribuire all'affermazione dei suoi valori fondanti: la difesa del pianeta, la pace tra le nazioni, il benessere tra i popoli".