La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Il Sud, oltre le promesse
18/Ottobre/2018
Attualità economiche sociali

Le elezioni del 4 marzo u.s. hanno particolarmente premiato il M5S, in virtù, soprattutto, del sostegno proveniente dal Sud, che è stato di 15 punti superiore alla media nazionale.
Evidentemente, le promesse fatte in campagna elettorale, come il reddito di cittadinanza, hanno generato attese e speranze.
D'altra parte, è umano attaccarsi a tutto quando si vive in una situazione drammatica, con indici economici che pongono il Mezzogiorno al di sotto della Grecia e di alcune fra le zone meno progredite dell'Europa.
Di questa situazione si può registrare anche un aspetto positivo e, se vogliamo, rivoluzionaria, dal momento che, per la prima volta, il Sud ha contestato, per tale via, la vecchia classe dirigente di notabili, professionisti della politica ed esponenti la cui estrazione non è mai stata completamente chiara.
Il nuovo Governo, evidentemente riconoscente e consapevole della drammatica situazione del Mezzogiorno, ha nominato un Ministro ad hoc, con l'obiettivo di concentrare impegni e progetti per una crescita del territorio. E' da dire, però, che a tale segnale non sono seguiti fatti concreti, dal momento che, fino ad ora, ci si è limitati alle dichiarazioni programmatiche, le quali lasciano il tempo che trovano.
Il Mezzogiorno appare quasi rassegnato ad una deriva pericolosa, in mancanza anche di una classe dirigente ed intellettuale capace di guidare e gestire il rilancio di valori, esigenze ed azioni. Poco consolante il fatto che i dati del GAI 2018 (Global attractiveness index), rilevino, da un'ipotesi di studio, che pur azzerando le differenze fra il Sud ed il Centro Nord del Paese, con riferimento ai flussi di commercio estero di beni e servizi, utilizzo internet, tasso di disoccupazione e reddito pro –capite, oltre al numero di laureati, l'Italia migliorerebbe di poco la propria posizione in classifica, passando dal 16° al 14° posto.
Evidentemente, accanto ad un Sud che soffre, come si sa, esiste un resto del Paese che non brilla particolarmente.
Nel DEF (Documento di Economia e Finanza) presentato in questi giorni, non si registra una particolare attenzione verso il Meridione, per quel che riguarda una scossa all'economia attraverso investimenti produttivi, infrastrutture etc, .
Si si adagia sul reddito di cittadinanza che, pur volendo rappresentare un contributo di ordine sociale e civile di apprezzabile portata, finisce per rappresentare l'approdo per giovani arresi e demotivati.
Si rischia di continuare ad assistere ad un flusso umano di questa portata: i giovani laureati e con capacità operativa, non avendo possibilità di soluzioni lavorative in loco, si trasferiscono al nord o all'estero.
Chi rimane utilizza il reddito di cittadinanza, anche se il limite è fissato in 3 anni, e accresce, per i più volenterosi, il lavoro nero.
Da qui alla crescita delle illegalità, il passo è breve. Non è cosi che si può disegnare un futuro diverso per il Sud. E' sperabile che la Ministra per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, sostenuta dal Governo, smentisca queste poco ottimistiche previsioni.