La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Catania soffre ed il sud non si sente molto bene
17/Dicembre/2018
Attualità economiche sociali

1,6 miliardi di euro di debito affossano il bilancio di Catania, una delle città più popolose della regione Sicilia, la decima d'Italia; ma dentro il fallimento di una città come Catania ci sono molti dei mali del sistema Italia.

Il totale dei dipendenti del Comune arriva  a 2.800 unità, i quali  aspettano ancora gli stipendi mai pagati di novembre, mentre in molte delle partecipate i pagamenti si sono fermati ad agosto: il calcolo, seppur sommario, parla di 10.000 famiglie, appese ad un filo con il Natale alle porte.

Al di là del solito ammortizzatore sociale distorto, basato su un'amministrazione pubblica esageratamente carica di impiegati e dirigenti, la negativa situazione si è venuta a verificare a causa di una continua mala gestio,  nella quale si sono accumulati anni di debito fuori bilancio e moltiplicate le anticipazioni di cassa.

Nel corso degli ultimi mesi , i vertici della maggior parte dei partiti politici si sono presentati a Catania rassicurando i cittadini, salvo  - essendo coscienti della situazione – non poter agire fattivamente in alcun modo, a causa del forte debito contratto. La storia di Catania si inserisce nelle più ampie difficoltà del Sud Italia.

Recenti dati Istat hanno dimostrato che il PIL pro capite nel Mezzogiorno, nel 2017, è la metà di quello del Nord: 35.400 euro al Nord, 30.700 euro al Centro e 18.500 euro al Sud.  L'Abruzzo ha il PIL più alto del Mezzogiorno (24.400 euro annui), mentre la Calabria ha quello più basso (17.100 euro).

La classifica del reddito disponibile pro capite  è guidata da Bolzano con 25.000 euro, e trova come fanalino di coda la  Calabria, con 12.700 euro.

L' Istat ha calcolato che negli ultimi 20 anni il Mezzogiorno ha perso 1 milione e 147 mila abitanti, trasferitisi per lo più verso il Nord.

Quella del Sud è una situazione sempre più drammatica, tenuta spesso in piedi da uno Stato, che ha contributo a generare, nei decenni, un'economia distorta e chiusa in sé stessa.

Dal Ministero del Sud fino a quello dello Sviluppo Economico, non sembrano uscire piani di rilancio forti e  credibili per il Mezzogiorno, dove pure esistono realtà di eccellenza, che necessitano certezze di sostegno per affrontare il mondo globalizzato. Parafrasando Giustino Fortunato, ricordiamoci che "le fortune o le disgrazie del Paese dipendono dal Sud".

 

 

 

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.