La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
All in: il decreto liquidità a sostegno delle imprese.
08/Aprile/2020
Attualità economiche sociali

dì Lorenzo Guidantoni

Il "Decreto Liquidità", da 400 miliardi di euro, viene presentato dal Governo come il bazooka tricolore con il quale tamponare l'emergenza delle imprese e sostenere le partita IVA, in attesa del "decreto Aprile", rivolto alle famiglie, per il quale, secondo le indiscrezioni, saranno predisposti circa 15 miliardi di euro.

La cifra monstre del decreto liquidità viene divisa in 200 miliardi per il mercato interno e 200 miliardi per l'export .

Tale somma si aggiunge ai 350 miliardi già spesi per il decreto "Cura Italia" di fine marzo, con il massimo sforzo del Governo per un possibile, ulteriore prolungamento del lockdown e di tutti i problemi connessi alla pandemia di coronavirus.

Interessante il progetto per le Microimprese. Esse potranno godere di prestiti fino a 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito e per i quali le banche non dovranno chiedere l'ok dal fondo di garanzia, con un pre ammortamento fra i 18 e i 24 mesi.

Altri passaggi fondamentali:

  • Garanzia statale sui prestiti per le PMI al 100% (di cui 90% dello Stato e 10% Confidi) fino a 800.00 mila euro, e senza valutazione andamentale.
  • Garanzia al 90% per prestiti fino a 5 milioni di euro, per le realtà più grandi, anche in questo caso senza valutazione andamentale, con Italia Viva che avrebbe cercato, senza ottenerlo, il 100% della copertura statale, anche in questo ambito.

Sace concederà garanzie per 200 miliardi, di cui almeno 30 dedicati alle PMI, autonomi e partite Iva, restando sotto il cappello della Cassa Depositi e Prestiti.

Il decreto prevede, inoltre, un rafforzamento della golden power a difesa degli asset strategici del Paese, esteso anche alle piccole e medie imprese.

Una decisione storica, nel momento più grave della storia repubblicana.

Le criticità di questo decreto non mancano: dal rischio di un crash fra sistema bancario e affidatari, al rientro dei prestiti che saranno garantiti con tassi d'interesse ancora da definire, a carico, ovviamente, dei beneficiari, su i quali il Governo confida per una gestione oculata delle somme ricevute.

Fiducia e senso di responsabilità: l'impresa italiana è chiamata alle armi, con il sostegno di un Governo che, più di così, difficilmente sarebbe potuto intervenire a loro sostegno.